M-CH micro compact home

In questo primo collage di foto si può vedere l’esterno di M-CH, lo staff che lo ha progettato ed uno scorcio della zona living con letto soppalcato a ribalta.

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Nel secondo collage invece vediamo ” l’inquilino ” interagire con l’angolo cottura e living. Le altre 2 foto sono scorci della zona relax (secondo letto) e dello spazio living personalizzati nella colorazione blu.

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Il letto soppalcato a ribalta, la pratica nicchia attrezzata con mensole e lo strategico specchio che dilata l’esiguo spazio di M-CH. Un cubo di m 2,66.

Il bagno super compatto subito a sinistra dell’ingresso allineato all’angolo cottura.

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M-CH include sotto il piano di lavoro (foto al centro), comodi cassetti per gli utensili da cucina, sotto il lavello ci sono 3 scomparti per la separazione dei rifiuti (foto a sinistra), un forno a cottura combinata e un frigo/congelatore a cassetti (foto a destra).

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Il prezzo oscilla tra i 25mila e i 35mila euro escluso tasse, spese di spedizione e installazione.

9 Risposte a “M-CH micro compact home”

  1. antgri Dice:

    caspita… ma si riuscirebbe a vivere in qualcosa del genere?
    Mica finiamo come in Giappone con gli “Hotel a Capsula”, veri e propri loculi…

  2. Massimiliano Dice:

    Ciao!
    I progettisti ci assicurano di si, anche se bisogna tener presente che questo cubo è stato ideato per soddisfare il bisogno di studenti, lavoratori fuori sede, casa vacanze, etc. Quindi un “vivere” temporaneo. Secondo me, se vi si può soggiornare provvisoriamente lo si può fare anche a tempo indeterminato… sempre che non si soffri di claustrofobia…

  3. antgri Dice:

    Forse è utile fare la differenza tra qualcosa di vivibile e sopravivenza ;-). Una situazione che ti fa sopravvivere, non è detto che sia anche gradevole viverla.

    Ottimo l’uso per lavoratori, o per scienziati nelel loro spedizioni.. pessimo il concetto di vivere metropolitano… finisce per morir eil concetto della “casa” come luogo di aggregazione…

  4. Massimiliano Dice:

    Ciao Antonio,
    comprendo la tua preoccupazione a proposito di aggregazione, ma non condivido la tua scelta di definire il tipo di “vita” che si può condurre all’interno dell’M-CH con il termine sopravvivenza. In fondo non si tratta di una tenda, un sacco a pelo, dei fiammiferi e una gamella! Secondo me questo sarebbe sopravvivere! L’M-CH invece, è dotato di 2 posti letto (singoli) e il tavolo può ospitare fino a 5 persone sedute comodomente, che non mi pare poco se pensi alle sue esigue dimensioni! C’è spazio dunque per una cena con amici di tanto in tanto e, se qualcuno beve troppo può perfino restare per la notte!:-)

  5. antgri Dice:

    E’ molto soggettivo il concetto di ergonomia..di trovarsi bene con qualcosa che si interfaccia a noi..come può essere anche una abitazione..
    ci sono alcuni parametri assoluti in ergonomia..altri ababstanza soggettivi…

    Non è importante se c’è spazio per 5 persone ma è importante CHE spazio si dà a 5 persone? Non è importante che c’è spazio anche epr un ospite ma CHE spazio dai all’ospite?

    Forse il mio è molto soggettivo, ma il mio concetto di casa è un po’ più all’antica forse ;-) trovoclaustrofobico per abitazione corrente quel modulo… ad ogni modo è un mio opinabilissimo punto di vista!

  6. Massimiliano Dice:

    Ciao Antonio,
    innanzi tutto vorrei dirti che rispetto e condivido il tuo concetto di casa e che il tuo punto di vista per me è importante, perché conoscere come la pensano i lettori è uno dei motivi per i quali ho aperto un Blog. E’ altrettanto vero che trovare la casa dei propri sogni e potersela permettere non è facile e a volte bisogna accontentarsi di qualcosa di diverso, quindi per me è altrettanto importante far conoscere l’esistenza di svariate soluzioni abitative che permettono di avere le stesse comodità in poco spazio e tra queste mi è sembrato giusto premiare lo sforzo e il risultato positivo che questi progettisti hanno ottenuto creando l’M-CH. Concludendo vorrei semplicemente ricordare che se nell’offrire ospitalità, si mette a disposizione tutto ciò che si ha, anche se poco, non si può far altro che apprezzare.

  7. antgri Dice:

    Massimiliano, concordo a pieno con la tua analisi. Tuttavia non sono un esperto del settore, ma un semplice “utente” del prodotto casa ;-)

    Messa nei termini dell’ultimo post allora posso condividere!

    Oggi la casa costa tantissimo,se questa soluzione è molto economica ben venga, almeno è una casa!

    Forse ho mal esposto le mie impresisoni, volte più a criticare una tendenza di stili di vita, più ch eil prodotto in sé. Sarebbe auspicabile a mio avviso tendere ad un concetto di casa che aggrega e che da spazio necessario alle esigenze del singolo individuo. Tuttavia se non è possibile, ci si accontenta.
    La mia era una osservazione critica verso l’architettura ed il design che sempr epiù tende all’oggetto, al bello e sempr emeno considera l’usabilità (vedi lo spremi-agrumi famoso… ;-), e nel caso delel costruzione il valore urbanistico e sociale di quanto si va a progettare. Ai miei occhi profani è molto in voga questa tendenza a fare dell’architettura arte contemporanea, il che non è male, se non esasperato, se adeguato alla funzione urbanistica, etc etc etc ;-)

    Grazie per aver dato spazio anche alle mie considerazioni

  8. Antonio Dice:

    Io penso ke la “M-CH micro compact home”, sia una “micro” casa veramente funzionale e poco dispendiosa, quindi adatta a studenti, lavoratori fuori sede, ma anke a persone ke vivono sole e non hanno bisogno di grandi spazi… Poi c’é tutto quello di cui si ha bisogno ed è un vero oggetto di design…. Sono rimasto molto colpito da questo piccolo “cubo”…..

  9. Ivan Dice:

    Uno spazio del gnere è destinato unicamente al compimento delle funzioni primarie. Ovviamente quello non è adatto per l’incontro, per l’amore, per il rilassarsi; ed è giusto che sia così: è prettamente funzionale.
    Ovviamente questo tipo di soluzione è pensata per chi trascorrerà buona parte del suo tempo fuori: il che mi sembra un concetto da sottolineare per la giusta comprensione del vlore progettuale del cubetto.
    Io sono uno studente di Architettura, e frequento un corso particolarmente attento ai probelmi dell’ interno architettonico. Hanno insegnato (a me ed ai miei colleghi) che il progetto degli spazi “serventi” secondo le misure minime è utile in condizioni simili dell’abitare, dove la “casa” perde buona parte della connotazione simbolica “focolare” o semplicemente “luogo dello stare” per diventare “macchina” in funzione del dormire, del mangiare e dei bisogni fisiologici.

    Certamente però il singolo può decidere di abitare lo spazio in contrasto con le sue finalità, ma ciàò è vero fino ad un certo limite: sicuramente M-CH potrà opsitare, un pò forzosamente, un single per molti anni, ma nemmeno temporaneamente un’intera famiglia di coniugi più figli.
    Non lo vedo nemmeno il luogo adatto per guardare un film, o anche solo a leggere.


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